«CHE FINE HA FATTO LA STRADA STUARA-S. VENERA?» IL SINDACO DI BRONTE SCRIVE AL “COLLEGA” POGLIESE

«Che fine hanno fatto i lavori di messa in sicurezza della strada Stuara-Santa Venera?». A chiederlo è il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, che ha inviato una lettera al collega della Città Metropolitana, Salvo Pogliese: «A distanza – si legge – di quasi tre mesi dalla comunicazione ai media da parte dell’assessorato regionale alle Infrastrutture sull’aggiudicazione dell’Urega di Catania dei lavori di riqualificazione e consolidamento della strada di bonifica Bronte – Stuara – Santa Venera, il Comune di Bronte non ha notizia alcuna riguardo all’inizio dei lavori. «Tenuto conto che questa opera ricade nel territorio di questo Comune e poiché questa amministrazione, considerata l’importanza per il territorio di questa arteria stradale, si è tanto adoperata per l’ottenimento del finanziamento, si chiede di conoscere quali siano stati gli impedimenti che non hanno consentito un immediato inizio dei lavori e quando (ci auguriamo il più celermente possibile!) sarà avviato il cantiere».

Calanna chiude la missiva chiedendo alla Città metropolitana, in nome della collaborazione «che deve esserci fra le istituzioni», quali siano le iniziative che la Città Metropolitana di Catania intende adottare nel territorio di Bronte. «Sono ormai anni che battiamo i pugni sul tavolo per questa opera –afferma il sindaco – Ho dovuto pure chiedere un’audizione al presidente della commissione Ambiente, territorio e mobilità, Giuseppa Savarino. I residenti e gli agricoltori attendono da troppo tempo. Io aspetto – continua – di conoscere i motivi che hanno costretto istituzioni dello Stato, che devono essere esclusivamente al servizio dei cittadini, a perdere così tanto tempo. Di una cosa sono certo: continuare a temporeggiare vorrebbe dire non avere rispetto per le esigenze della collettività». Per il vicesindaco Gaetano Messina i ritardi non sono solo per Stuara Santa Venera: «Agli abnormi ritardi dell’av – vio dei lavori della strada si aggiungono anche quelli del Polivalente». Fonte “La Sicilia” del 09-05-2020