BRONTE: “UN DISTRETTO PER SALVARE IL TESSILE

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Cgil e Uil a fianco dei 200 lavoratori del Consorzio Siciliano manifatturiero di Bronte che lunedì scorso hanno protestato davanti al Tribunale di Catania, temendo di perdere il proprio posto di lavoro. La nuova battaglia fra il consorzio tessile brontese e un’altra azienda committente del nord Italia, che ha ritirato le commesse, preoccupa le organizzazioni sindacali, che temono che la nuova crisi possa rappresentare il colpo definitivo a un comparto che a Bronte dava lavoro a centinaia di lavoratori.“Abbiamo chiesto – scrivono in una nota Giuseppe Daquila e Gino Mavica ella Cgil – un incontro urgente con il responsabile del Consorzio per avere chiarimenti sullo stato produttivo e occupazionale alla luce, anche, del nuovo contenzioso legale che, dopo quello con la Diesel, ha in atto con Giada. La Cgil catanese esprime la propria solidarietà al Consorzio e ai suoi 200 dipendenti e si impegna, per quanto attiene al proprio ruolo, ad intervenire a tutti i livelli per tentare di sanare questa ennesima ferita.«Per questo motivo – continuano – chiediamo al coordinatore della task force per il lavoro, Totò Leotta, di riconvocare il tavolo insediatosi presso la Provincia regionale di Catania per riprendere il discorso della istituzione di un marchio”. In prima linea, anche se perplessa sulla opportunità di ricorrere davanti al Giudice, anche la Uil: “L’amara esperienza con Diesel – afferma il segretario provinciale della Uilta Salvino Luca – deve farci riflettere. I contenziosi legali rischiano di deteriorare irreversibilmente i rapporti e, difendendo i lavoratori, preferisco un accordo fra le parti magari non eccellente, ma a garanzia dei livelli occupazionali. La Uilta è pronta a fare da intermediario per la ripresa delle relazioni con Giada. Bisogna però cercare di costruire un futuro più stabile di quello che possono garantire ammortizzatori sociali a contratti a termine e puntare ad un Distretto tessile siciliano con un marchio proprio e la capacita di completare la filiera dalla produzione alla vendita. Oggi – conclude Luca – per affrontare questa crisi accetterei anche contratti decentrati, che non significano sottosalari, ma agevolazioni per le aziende e i lavoratori, liberati da determinati orpelli”.

Gaetano Guidotto Fonte “La Sicilia” del 22-09-2011