BRONTE: “QUEST’OSPEDALE E’ IN DISARMO”

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«Quest’ospedale è in disarmo. La nostra pazienza è finita». Sono le parole del sindaco di Bronte Pino Firrarello che ieri mattina, assieme ai sindaci dell’intero comprensorio, indossata la fascia tricolore, ha voluto visitare il «Castiglione Prestianni», per mettere in evidenza tutta una serie di problemi che al momento affliggono l’ospedale. Al blitz hanno partecipato i sindaci Ernesto Del Campo di Randazzo, Pippo De Luca di Maletto, Salvatore Pinzone Vecchio di Maniace, Antonio Pinzone di Santa Domenica Vittoria, Salvatore Agliozzo di San Teodoro e l’assessore di Cesarò Biagio Triscari. Insieme con loro però numerosi assessori di tutti i Comuni e tanti presidenti e componenti dei consigli comunali, compreso Francesco Rubbino che per anni ha guidato l’Ausl 39 di Bronte prima che la gestione diventasse provinciale. I sindaci hanno fatto una veloce visita ai reparti, salutando frettolosamente i medici per non disturbare i pazienti. Il tempo necessario però per rendersi conto della situazione dell’ospedale. «Abbiamo visto sparire la Ginecologia – afferma Firrarello – con il reparto diventato un archivio. Abbiamo visto andar via l’Urologia, che era fra le eccellenze dell’ospedale, non c’è più il primario di Anestesia e mancano anche i medici al Pronto soccorso. Non si compra più strumentazione da anni. Per ottenere esami di laboratorio bisogna attendere ore, visto che i referti bisogna effettuarli a Paternò, mentre per una visita ambulatoriale passano mesi».  «Tanti medici – continua Firrarello – sono a scavalco, compreso il direttore sanitario, con i lavori di ristrutturazione che dovevano finire già 2 anni. Insomma ce ne abbastanza per dire basta e per ribellarsi come farà la popolazione di tutti i 7 Comuni sabato prossimo, partecipando alla grande manifestazione di protesta».  Concordi gli altri sindaci. «Questo territorio di circa 60 mila abitanti – hanno affermato – ha un solo ospedale. Difendendo l’ospedale di Bronte difendiamo il diritto dei nostri concittadini alla salute».

L.S. Fonte “La Sicilia” del 12-12-2010

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