BRONTE: «QUEI CANI CHE HANNO AGGREDITO E FERITO MIA FIGLIA ANCORA OGGI SONO UN RISCHIO PER TUTTI GLI ABITANTI DELLA ZONA»

Una lettera, inviata al comandante della Legione Carabinieri Sicilia, al comandante provinciale Carabinieri, al Prefetto di Catania e al sindaco, attende risposta, in merito a un episodio accaduto in via Selvaggi a Bronte, a due passi dalla caserma dei carabinieri. A scrivere la lettera è il signor Claudio Turrisi, la cui figlia, lo scorso anno a febbraio, mentre passeggiava con il proprio cane, è stata aggredita da due pitbull usciti dalla locale caserma dei carabinieri. La ragazza, oltre alla paura che ancora oggi prova ogni volta che esce, ha avuto delle lesioni non lievi ad una mano, e qualche giorno fa, in compagnia del padre, ha rivissuto la stessa vicenda. Un pitbull è uscito dal cancello della caserma ma per fortuna stavolta la situazione si è risolta prima che venisse aggredita.

«Nel mese di febbraio – cita la lettera – mia figlia venne aggredita da due pitbull di una donna ospite della caserma, purtroppo nessuno ha aiutato mia figlia chiamando il 118. A seguito di ciò, è stata presentata una denuncia alla Procura della Repubblica, che dopo le indagini ha poi chiesto l’archiviazione del fatto con la motivazione che non costituisce reato. Solo uno dei cani è stato visto da un veterinario, per essere osservato in qualità di cane morsicatore come richiesto dal comandante della Stazione con valutazioni a mio avviso errate. Ma la qual ha evitato che se ne occupasse l’ufficio competente del Comune di Bronte. «Ancora oggi – continua la lettera – i cani sono ospitati in caserma, e a loro si è aggiunto un altro cane trovato per strada, portando a 4 gli animali presenti. Chiedo se questa cosa è possibile o se le autorità informate del fatto devono invece garantire l’incolumità mia e di tutti i residenti nella zona, che vivono nella paura di essere aggrediti».

Alla richiesta di archiviazione, l’avvocato del signor Turrisi, Mario Schilirò, ha presentato immediato ricorso e ad oggi è in attesa di conoscere l’esito del procedimento. Il comandante della Stazione di Bronte, il luogotenente Giuseppe Cunsolo, non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione. Il sindaco Pino Firrarello, invece, interviene sulla vicenda: «Quanto accaduto è un fatto doloroso e non escludo che alla ragazza possano rimanere lesioni a una mano. La cosa grave è che la causa del problema è ancora lì. Pensavo che la cosa si risolvesse civilmente invece ho saputo che si è quasi arrivati al bis. La vicenda, che sembra paradossale, mi è stata confermata anche da altri residenti della zona». La legge, che oggi tutela gli animali, assegna al proprietario il compito di sorveglianza dell’animale, la responsabilità civile e penale per danni o lesioni a persone, animali e cose. LUIGI SAITTA Fonte “La Sicilia” del 09-01-2022

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