BRONTE: PIANTA ORGANICA, IL CASO FINISCE IN TRIBUNALE

La vice segretaria comunale, Maria Teresa Sapia, cita davanti al Tribunale del lavoro di Catania il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, perché non l’ha reintegrata nella posizione di capo area Affari generali ricoperta per 17 anni, preferendole un suo subordinato, da 9 mesi neo-funzionario, e per altre 2 aree due diplomati. «Moralmente sono vicino alla Sapia, ma non entro nel merito della questione», ha commentato il presidente del consiglio comunale Nino Galati. A dicembre 2015, insediatasi assessore al comune di Adrano, la Sapia lascia l’area (che non potrà dirigere fino a 12 mesi dopo la cessazione della carica), ma non può avere dubbi sul suo reintegro, perché Calanna ne nomina i funzionari sostituti «sino al completamento dell’incarico» d’assessore. Sempre con tale clausola, a settembre 2017 il sindaco designa capo area provvisorio un subalterno della Sapia (invertendone i rapporti gerarchici), Nunzio Lupo (categoria C), al quale attribuisce mansioni superiori e a ottobre 2018, transitato in categoria D, lo nomina titolare.

Lupo entra al Comune in categoria B da «sorvegliante operatori ecologici» (1994-2001), passa in categoria C e diventa «istruttore contabile» (2001-2003), responsabile del «Servizio Provveditorato» (2003-2008) e del «Servizio Gestione del personale» (2008-2017); nel 2016 consegue la laurea magistrale in Direzione aziendale. La dottoressa Sapia è al Comune da settembre del 1998, dopo aver vinto un concorso pubblico per funzionario (ottava qualifica, oggi categoria D) con qualifiche di vice segretaria e capo area Affari generali. Da gennaio 2008, per sette anni e mezzo, è vice segretaria e dirigente amministrativo e coordina cinque capi area. Laureatasi nel 1992 in economia e commercio con 110 e lode, la Sapia è abilitata alla professione di commercialista e iscritta al registro dei revisori contabili.

Curriculum a parte, fino a ottobre 2018 tutto fila liscio, perché la Sapia per altri 8 mesi non può tornare dirigente. A maggio scorso, Calanna conferma Lupo agli Affari generali e nomina altri 8 capi area (tra cui due diplomati) e a giugno, la settimana prima che la Sapia riacquisti la compatibilità, la esclude pure da capo area supplente. L’atto successivo è di luglio, ma porta la firma di Teresa Sapia e cita il sindaco Graziano Calanna in Tribunale. «Ho ricevuto una nomina dal sindaco, quale capo Affari generali, in un momento in cui questa non era coperta da nessun dirigente», ha detto Lupo.

«Confermo di essermi rivolta al Tribunale del lavoro per essere reintegrata a capo area, non intendo fare dichiarazioni», sono state le parole della Sapia. L’esclusione della Sapia dal novero dei dirigenti a molti è apparso inspiegabile, perché la Giunta può istituire anche più di 10 aree anziché 9, dotando il Comune di maggiori figure professionali senza aumento di costi per l’ente. Nessuna replica è pervenuta da parte del sindaco Graziano Calanna, che abbiamo cercato di contattare più volte, sia tramite il suo staff del comune sia tramite suoi assessori. Luigi Putrino Fonte “Giornale di Sicilia” del 25-07-2019