BRONTE: INCONTRO DEL ROTARY SULLA CELIACHIA E LETTERA A “LA SICILIA”

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«Salviamo la natura: è vita»
Come dice un grande teorico del Giusnaturalismo, la legge di natura insegna a tutti gli uomini, purché vogliamo consultarla, che, essendo tutti uguali e indipendenti, nessuno deve danneggiare l’altro nella vita, nella salute, nella libertà e nella proprietà. Noi siamo d’accordo con questo teorico: la natura è la vita per l’uomo. Essa infatti ci fornisce cibo, è costituita dagli elementi necessari per produrre medicinali, per guarirci; gli alberi ci forniscono l’ossigeno, i fiori sono importanti perché attraverso essi l’ape – succhiando il nettare – produce miele, perché senza il verde, i colori spettacolari della natura, le sue meraviglie, il mondo sembrerebbe un mortorio, senza quei colori allegri e vivaci che rendono il mondo ancor più bello. La natura ci offre anche la frutta che contiene le vitamine indispensabili per il nostro organismo, gli alberi ci forniscono la carta e il legno. L’uomo non tiene in mente queste considerazioni e realtà, questo si capisce quando egli disbosca le foreste, o le incendia, causando danni molto gravi per la natura. Inoltre la natura è formata dall’aria pulita, pura che fa bene ai polmoni. Secondo noi la natura è la cosa più bella al mondo che esista. In essa ci sono molti animali in pericolo di estinzione, per questo in Italia ci sono molti parchi naturali, dove gli animali vengono protetti. Noi speriamo che tutti gli uomini leggendo questo messaggio capiscano l’importanza di salvaguardare la natura.
La 2ª N della Scuola media “L. Castiglione” di Bronte

BRONTE. Al Rotary la celiachia come «malattia sociale»

Si è svolto al Castello Nelson di Bronte un convegno sulla celiachia. Il presidente del Rotary, ing. Giuseppe Privitera, nel ringrazare tutti i relatori e il moderatore dott. Dino Pennisi, primario di Pediatria dell’Ospedale di Bronte, ha detto che il Rotary vuole accendere i riflettori sulla celiachia, malattia che comporta l’intolleranza al glutine, che ha avuto in questi ultimi anni un aumento esponenziale tanto da essere considerata da malattia rara a malattia sociale con la legge 123 del 2005. Il prof. Magazzù, direttore dell’Uo di Fibrosi cistica e Gastroenterologia pediatrica dell’Università di Messina, ha posto in risalto come oggi si vede una grande quantità di sintomi: dall’anemia, alla dermatite, al diabete, all’atassia, all’amenorrea che devono fare sospettare la celiachia. Si stima che sia da 3 a 7 volte in più dei casi oggi esistenti: circa 60.000 in Italia. Attraverso la diagnosi nei bambini si sta risalendo ai genitori e nonni e si scopre che molti sono celiaci: da qui studi epidemiologici svolti in Friuli e anche in Sicilia a Trapani per scoprire soggetti in cui la malattia non è stata diagnosticata e che presentano altre patologie: per tutti migliorare la qualità di vita e curare la malattia principale che può aver causato un diabete o disturbi neurologici. La dott. Cinzia D’Agate ha posto in evidenza come l’Aic Associazione Italiana Celiaci aiuta concretamente i celiaci fornendo loro tutte le normative e i vantaggi legislativi di cui godono e si pone a dialogare con le istituzioni e anche con le aziende produttrici. Discorso ampliato con una grande carrellata di esposizione di prodotti dalla dott. Maria Rita Triglia dell’Uo di Fibrosi Cistica e Gastroenterologia Pediatrica dell’Università di Messina, che ha trattato le problematiche dell’alimentazione in genere con i calcoli calorici dei vari alimenti e degli alimenti per celiaci. Il cibo come nutrimento dell’anima: tema trattato dalla psicoterapeuta dott. Maria Moschetto. Apprezzati gli interventi della dott. Schilirò che chiede se è possibile uno screening come per tante altre malattie, del dott. Salvatore Spitaleri che pone in evidenza come una visione olistica, seppur con il confronto con altri professionisti, può far diminuire ritardi nella diagnosi. Il dott. Umberto Liuzzo pone in evidenza come sia scandaloso che l’Ue rinvii al 2012 il termine per unificare l’etichettatura dei prodotti destinati ai celiaci creando non poco danno ai celiaci stessi.

Fonte “La Sicilia” del 03-02-2009