BRONTE: IL FATIDICO “SI” PRONUNCIATO TRA APERITIVI, BOTTI E CHAMPAGNE

matrimQuando ci si sposa, solitamente al ristorante si va dopo la cerimonia per festeggiare con i parenti e gli amici. A Bronte, Comune dell’Etna, sempre prodigo di iniziative innovative, invece ci si va direttamente per sposarsi. Chi preferisce farlo esclusivamente con il rito civile, infatti, può tranquillamente evitare di recarsi in Comune per pronunciare l’atteso “si”, ma dare appuntamento agli invitati direttamente nel ristorante dove, prima della tradizionale festa, verrà celebrato il matrimonio. Questo grazie all’idea del sindaco Graziano Calanna, che, forte della circolare del ministero dell’Interno N°. 16 del 28 febbraio 2014, che consente di celebrare matrimoni civili anche in locali privati, purché ceduti in comodato d’uso ai Comuni, oltre che dell’art.3 del Dpr N°. 396/2014 N°. 6 che prevede che “i Comuni possano disporre, anche per singole funzioni, l’istituzione di uno o più separati uffici dello Stato civile”, ha deciso di permettere la celebrazione dei matrimoni fuori dalla Casa comunale. Un’idea inusuale e innovativa, che, cosa strana, è figlia di norme ormai in vigore da anni ma non sono comunemente applicate. “Spesso le cose più semplici sono a portata di mano, ma non le prendiamo – dice il sindaco Graziano Calanna – . Io, dopo aver ricevuto diverse richieste per poter effettuare i riti civili dei matrimoni fuori dalla Casa comunale, ho verificato con i miei uffici quale potesse essere la soluzione. Molte volte chi non vuole sposarsi in Comune lo fa per evitare che gli invitati si avventurino con le auto nel centro storico e non trovino parcheggio. Invece piace molto l’idea di giungere facilmente in un bel locale con area di sosta”. E così, dopo le opportune verifiche normative, la proposta è stata approvata in Giunta. In pratica, affinché possa celebrare un matrimonio in un suo locale, il privato deve soltanto cedere al Comune in comodato d’uso gratuito un angolo del suo ristorante, che così diventa a tutti gli effetti Ufficio di Stato civile, ovvero il luogo idoneo dove celebrare un matrimonio civile. E siccome Bronte è una cittadina particolarmente vivace e lungimirante, sono già 3 le convenzioni con altrettanti ristoratori brontesi che il Comune ha stipulato. “Tutto – conclude – Calanna – per venire incontro alle esigenze dei miei concittadini. Il Comune, se può, deve migliorare la qualità della vita ed offrire servizi”. Fonte “La Sicilia” del 06-12-2016