BRONTE, FIRRARELLO; “CAPISCO I PRECARI, MA NON VOGLIO ILLUDERLI”

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Non tardano ad arrivare le considerazioni del sindaco di Bronte, Pino Firrarello, alla richiesta di 16 consiglieri comunali di revocare i concorsi per ingegnere, avvocato ed architetto, e le risposte a chi chiede di stabilizzare prima i precari. “Se si vuole difendere il lavoro dei precari – dice il sindaco – mi sorprende che a firmare il documento siano stati solo in 16. Anche gli altri 4 consiglieri, infatti, insieme a me, hanno sempre cercato di fare il possibile per loro. Ai contrattisti abbiamo aumentato le ore settimanali, conferito al loro lavoro dignità e permesso di acquisire professionalità. Anche il fatto di averli sempre pagati insieme al personale di ruolo è sinonimo di considerazione e rispetto. Rispetto che in questi anni mi ha convinto della necessità di parlare loro in maniera chiara e franca, anche a costo di essere impopolare. Non si può, infatti, prendere in giro chi rischia di perdere il lavoro, come ha vergognosamente fatto la Regione siciliana. Di fronte a programmi veri l’Unione europea avrebbe garantito i fondi necessari, invece la Regione non ha neanche trattato con lo Stato il problema dei precari”. Firrarello sottolinea di aver tentato di risolvere il problema dei precari affrontando l’argomento con il ministro della Coesione territoriale, Fabrizio Barca, e mettendolo al primo posto della sua agenda politica, ma fino a quando non si troveranno soluzioni vere non sente di dare speranze inutili a persone che hanno famiglia. Diverso, invece, il problema dei concorsi pubblicati dal Comune: “Abbiamo bandito 3 concorsi per altrettante figure professionali che non ci sono fra i contrattisti. Oggi un Comune non può essere visto più come un ente che somministra solo stipendi, ma che eroga servizi ai cittadini. E per farlo bisogna qualificare al meglio le piante organiche. I professionisti che vogliamo assumere sono necessari al Comune di Bronte, come forse lo sarebbero anche un commercialista, un agronomo e un ingegnere programmatore. Dal punto di vista umano capisco i precari – conclude Firrarello – ma io, oltre che a loro, devo anche pensare all’organizzazione del Comune che, se vuole dare risposte e servizi ai cittadini in maniera autonoma ed efficiente, deve avvalersi di professionisti”.

Fonte “La Sicilia” del 11-10-2012