BRONTE: “ECCO PERCHE’ IL PUNTO NASCITA E’ SALVO”

La sala parto del reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale Sandro Pertini di Roma, 10 febbraio 2013. ANSA/ TERESA CARBONE
Una sala parto del reparto di ostetricia e ginecologia

Perché il Punto nascita dell’ospedale di Bronte è stato salvato ed altri no? La polemica in queste ore imperversa sul web, sostenuta dai sindaci dei Comuni dove il Punto nascita è stato soppresso. La propria idea sul perché quello di Bronte è stato salvato, con i dovuti distinguo, la forniscono il sindaco di Bronte, Graziano Calanna ed il sottosegretario Giuseppe Castiglione. “Dopo essermi incontrato con l’assessore Baldo Guicciardi, – scrive Calanna in una nota –  accompagnato dall’assessore regionale Anthony Barbagallo, ai tempi deputato regionale del Pd, ed alla deputata del Pd, Teresa Piccione, sono stato ricevuto in Ministero dal sottosegretario di Stato alla Salute, Vito De Filippo. Al sottosegretario – continua – ho fatto capire quanto sia difficile la situazione orografica del nostro territorio che ospita circa 50 mila abitanti. Ho mostrato come questo sia collegato da una mobilità lenta ed anacronistica che allunga enormemente i tempi di percorrenza soprattutto d’inverno, quando ogni sera le strade si coprono di gelo. Ho evidenziato – continua – come il nostro Punto nascita prima dell’inizio dei lavori dell’ospedale e di una inspiegabile quando ingiusta riduzione di personale  medico e posti letto, i 500 parti l’anno li raggiungesse e come spesso la politica di razionalizzazione dei servizi ospedalieri sia stata per Bronte incomprensibile e penalizzante. Credo – conclude – sia per i motivi che ho esposto e non per altro che il Punto nascita è stato salvato. Anche il sottosegretario Giuseppe Castiglione, uno dei leader del Ncd ritiene che la spiegazione sia tecnica: “Credo – scrive su Facebook – sia giusto puntualizzare che la chiave di lettura della vicenda è prettamente tecnica, anche se rivendico il merito di aver seguito il lunghissimo iter da cui è scaturita questa decisione. Beatrice Lorenzin poche ore fa ha ribadito che “l’obiettivo è di abbassare i fattori di rischio il più possibile”. Per tale motivo, assieme a Pino Firrarello ed alcuni dirigenti dell’Asp di Catania, abbiamo presentato un dossier in cui vengono fortemente difese le ragioni, quali le alte percentuali di parto rispetto alla media, ancor più alte (90%) quando fino al 2009 il servizio godeva di un organico completo o la garanzia del servizio ospedaliero per il nostro bacino montano, per le quali il Punto nascita dell’ospedale di Bronte deve essere mantenuto in vita, non soltanto restando aperto, ma potenziandolo. Politicamente – conclude Castiglione – sono fiero di poter dire d’essermi battuto per l’ospedale in cui sono nato”. L.S. Fonte “La Sicilia” del 06-01-2016