BRONTE, DI NUOVO ROTTA LA TAC DELL’OSPEDALE

#iononvoto, è l’hastag lanciato dai Comitati a difesa degli ospedali di Bronte, Giarre e Piazza Armerina, in occasione delle prossime elezioni europee, per protestare contro l’indifferenza politica nei riguardi dei suddetti nosocomi, ridotti dall’ultimo piano sanitario regionale. Una protesta forte, ma pacifica, per sensibilizzare la classe politica per il diritto alla salute, e garantire alla popolazione i servizi sanitari essenziali. In questo, Bronte e il suo ospedale, è forse il più penalizzato rispetto agli altri. Interessato da interminabili lavori di ristrutturazione, mai completati nonostante gli abbondanti fondi rimasti, pari a circa 4 milioni di euro, negli ultimi anni è stato completamente lasciato allo sbando, sia per il poco interessamento dei vertici, sia per le beghe politiche contro gli amministratori locali, che erano rivali dei vari governi. Addirittura negli ultimi anni, nonostante le tante promesse fatte dalle forze di governo e opposizione, l’ospedale è continuamente smantellato, con il personale che manca mai rimpiazzato, e con quello restante che spesso viene dirottato a Biancavilla facendo così mancare importanti servizi ai cittadini.

«La nostra è una protesta pacifica – ci spiega Biagio Venia presidente del comitato a difesa dell’ospedale di Bronte – non ci garantiscono l’impor – tante diritto alla Salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, e noi non garantiremo i nostri doveri. Tutti gli schieramenti politici hanno difeso l’ospedale di Bronte quando erano all’opposizione, per poi togliere servizi appena giunti al governo. Così è stato con Crocetta, con la destra alla Regione, e con la ministra Grillo al governo, che quando anni fa è venuta a Bronte ha detto grandi parole sull’ospedale, ma da quando è al governo non ci ha mai presi in considerazione. Oggi, tra i tanti problemi, abbiamo di nuovo la Tac guasta, è anche antieconomico ripararla, visto che i pochi pezzi di ricambio spesso devono arrivare da fuori con costi esorbitanti. Inoltre, per la mancanza di chirurghi, la sala operatoria, recentemente ristrutturata, dalle 14 del pomeriggio alle 8 dell’indomani resta chiusa, anche per una semplice appendicite l’utente necessita di essere trasferito per l’intervento. Chiediamo al commissario dell’Asp Lanza un incontro urgente, per capire quali siano le sue intenzioni, visto che la politica non dà risposte certe». LUIGI SAITTA Fonte “La Sicilia” del 09-05-2019