BRONTE: CASTELLO NELSON, SONO RIPRESI I LAVORI DI RESTAURO

Fine del lockdown anche per i lavori di ristrutturazione del Castello Nelson. Gli operai sono tornati in cantiere. Con loro anche quelli del Comune per ripulire il grande parco e renderlo fruibile ai turisti. «Abbiamo impiegato – spiega l’assessore Giuseppe Di Mulo – tutta la manodopera possibile e in pochi giorni il parco, che ospita la bambinopoli e il museo della pietra lavica, è stato ripulito dalle erbacce. Adesso il nostro prezioso fazzoletto di terra, unico in Sicilia che fu di proprietà inglese, può essere visitato. Aspettiamo, però, particolarmente ansiosi che terminino al più presto anche i lavori di ristrutturazione dell’intero Castello per consentire a tutti di visitarlo». E qui notizie all’agrodolce. Dolce il fatto che l’impresa chiamata a ristrutturare la pavimentazione del cortile e le stanze prospicienti al granaio, già completato prima del lockdown, è tornata con energia a lavorare. Poco si sa, invece, sui tempi per completare l’ala nobile, le stanze che furono dei discendenti di Nelson. Per questo il sindaco Graziano Calanna ed il vice sindaco Gaetano Messina, insieme con l’assessore Di Mulo, hanno effettuato un sopralluogo.

«Ci sono dei problemi non dipendenti dalla nostra volontà che non esiteremo a denunciare – spiega il sindaco –. E lo faremo presto in una conferenza stampa in Comune per far conoscere ai media ed alla popolazione tutte le difficoltà che stranamente incontriamo e che rischiano di allungare i tempi del completamento dell’opera. Problemi che non si sono presentati solo oggi. In passato abbiamo dovuto affrontare e risolvere i gravissimi errori progettuali che abbiamo ereditato. Pensate che il progetto iniziale non prevedeva l’abbattimento delle barriere architettoniche, il rifacimento del tetto grondante, ma in compenso un campo da tennis da 300 mila euro». Ed adesso ci sarebbero altri problemi: «Proprio così –conclude il sindaco insieme con il suo vice Gaetano Messina – Stiamo preparando un dossier che presto renderemo pubblico». Fonte “La Sicilia” del 31.05-2020