ADRANO: LATITANTE DA MESI, TROVATO IN UNA STANZA SEGRETA – LE FOTO

Doveva scontare 2 anni, 2 mesi e 16 giorni di reclusione per una condanna per furto aggravato, ma si era subito dato alla latitanza all’estero e poi si era nascosto in un rifugio ad Adrano, dove è stato scovato e arrestato dalla polizia. Si tratta di un pregiudicato di 54 anni del luogo, che era ricercato dal 31 agosto scorso. In questo giorno aveva abbandonato la sua casa di Catena di Adrano, dove era ristretto ai domiciliari, per rifugiarsi in Germania dove ha trascorso un periodo della sua latitanza. Ma il suo ritorno ad Adrano non è passato inosservato agli agenti della Squadra volante del Commissariato, che ha predisposto un servizio di appostamento e osservazione nei pressi della palazzina di via Catena. I poliziotti sono entrati in azione quando hanno avuto la certezza che l’uomo si fosse rifugiato nella sua casa. Fatta l’irruzione, hanno perquisito lo stabile, che sviluppa su tre livelli, con due appartamenti per ogni livello. In un primo momento le ricerche hanno dato esito negativo ma i poliziotti, studiando in maniera più approfondita i locali in questione, hanno accertato la presenza di un vano sulla terrazza. Qui c’era una cassapanca che era stata collocata da recente, come facevano intuire le tracce di trascinamento. Dopo che è stata spostata, è stato accertato che serviva per coprire un foro che immetteva in un altro vano sottostante, qui era posizionata una scala in legno appoggiata al pavimento del piano superiore.

Agli agenti a questo punto è bastato introdursi nel locale sottostante per scovare il latitante, il quale ha tentato la fuga da una finestra, che conduce sui tetti delle abitazioni limitrofe. Tentativo fallito in quanto i poliziotti lo hanno subito bloccato e arrestato. È stato pertanto informato il Pm di turno, che ha disposto per il 54enne adranita la traduzione nella casa circondariale di Catania. Intanto proseguono i controlli della polizia di Adrano finalizzati al rispetto delle normative finalizzate al contenimento della diffusione del Covid-19. Salvo Sidoti Fonte “La Sicilia” del 03-03-2021