RANDAZZO: TIMORI SULLA LUNGOASSISTENZA

La città di Randazzo nuovamente sul «chi va là» per difendere i pochi servizi che ormai offre l’ex ospedale. Il sindaco, Ernesto Del Campo, comunica che il reparto di lungodegenza, dove trovano assistenza soprattutto pazienti cronici, è stato soppresso e che al suo posto sono stati istituiti 16 posti di lungoassistenza, un reparto che offrirebbe gli stessi servizi, con il vantaggio che a disporre i ricoveri possono essere anche i medici di famiglia. Per questo, tutto sommato, l’idea al sindaco è piaciuta, ma, leggendo la delibera dell’Asp, Del Campo ha trovato due termini che gli fanno temere che l’istituzione sia provvisoria. «Proprio così – afferma il primo cittadino. Da ieri i 16 posti di lungodegenza non ci sono più. Otto posti sono stati soppressi del tutto e altri 8 sono stati trasferiti al reparto di Medicina dell’ospedale di Bronte. In cambio, a Randazzo è stata istituito il reparto di lungoassistenza, un servizio previsto nel nuovo piano sanitario che, in verità, garantisce le stesse prestazioni di quello precedente. Il fatto però – ribadisce – che nella delibera si legga che il servizio è stato istituito in forma sperimentale e che la permanenza dello stesso personale medico è temporanea, ci preoccupa parecchio». I medici che operano a Randazzo in questo reparto sono tre. A questi si aggiungono un fisiatra e due fisioterapisti e diverso personale infermieristico. «Appena ricevuta la copia della delibera – continua il sindaco – ho subito convocato una riunione con i capigruppo consiliari e immediatamente abbiamo chiesti lumi ai medici, i quali, in verità, ci hanno rassicurato sulla garanzia dei livelli sanitari, ma ci domandiamo: quali certezze abbiamo sul fatto che questo servizio venga istituito in maniera permanente? Fino a quando il servizio rimarrà sperimentale? Chi deciderà, un domani, la sua istituzione permanente?» Domande che la città rivolgerà al direttore dell’Asp, Giuseppe Calaciura, invitato a incontrare i cittadini in un incontro pubblico. Il sindaco Del Campo poi spiega: «Questa città in passato si è battuta a favore del proprio ospedale e non accetterà altre sopressioni. Randazzo è distante dall’area metropolitana e avere servizi sanitari è importantissimo».

Gaetano Guidotto fonte “La Sicilia” del 03-06-2010