RANDAZZO: SETTIMANA SANTA, FUOCHI D’ARTIFICIO SICURI

Quest’anno saranno fatti brillare meno fuochi d’artificio durante il passaggio delle processioni della Settimana Santa a Randazzo. O meglio saranno fatte esplodere solo quelle autorizzate dal Comune che, in nome della sicurezza e del rispetto delle antiche tradizioni, ha operato un bel giro di vite consentendo l’esplosione dei fragorosi “colpi di cannone  a salve” solo in luoghi sicuri, ed impedendo, invece, l’uso della cosiddetta “moschetteria” e dei “giochi colorati” nelle tradizionali viuzze strette del centro storico: “Un tempo – ci spiega il sindaco Ernesto Del Campo – si sparavano le bombe solo nei pressi del convento delle Ancelle di Gesù sacerdote. Poi, ma sempre in antichità, si decise di farle scoppiare in prossimità delle chiese al passaggio della processione. Da tempo però, anche su suggerimento delle ditte che effettuano fuochi pirotecnici, vengono effettuate delle raccolte popolari per effettuare degli spari anche lungo le vie o nelle piazze. Per questo motivo abbiamo effettuato un’incontro con le forze dell’ordine, i parroci e le confraternite, decidendo che potranno essere esplosi solo i colpi di cannone in prossimità delle chiese e nei luoghi sicuri individuati in sinergia con le parrocchie”. Il giro di vite è stato accolto con soddisfazione dal clero:”Se ne parla da almeno 15 anni, – spiega padre Enzo Calà – i giochi pirotecnici colorati vanno bene durante le feste, non certo durante la settimana Santa, quando bisogna commemorare la morte di Gesù. In antichità, infatti, si sparavano bombe solo per segnalare ai fedeli l’arrivo della processione nelle chiese”. Le confraternite rimangono distanti dal problema. “Noi – affermano, Paolo Parlavecchio e Nuccio Rizzo, rispettivamente governatori delle confraternite di San Nicolò e San Martino – facciamo scoppiare pochissime bombe durante le nostre processioni e lo facciamo nel rispetto della tradizione. Potremo però farne veramente a meno. Il problema – concludono – riguarda gli spari non autorizzati”. C’è però chi ricorda che anche lo sparo delle bombe nelle viuzze fa arte della tradizione: “Io sono giovane – afferma Nino Sgroi – ma partecipo con passione all’organizzazione del sepolcro del Venerdì Santo in piazza San Giorgio. Gli anziani mi raccontano che da secoli nelle stradine dove veniva effettuato “lo sparo” il Crocifisso e la varetta con la Madonna si fermavano un po di più. A meno di problemi di sicurezza – conclude – anche questa ritengo sia una tradizione da far rispettare”.

Gaetano Guidotto fonte “La Sicilia” del 18-04-2011