RANDAZZO, NEL DIMENTICATOIO DA OLTRE UN DECENNIO

0

Monastero di S. Giorgio da salvare.  Fa sicuramente parte del patrimonio artistico ed architettonico di una Randazzo che punta sul turismo per far risorgere la propria economia, ma attualmente non solo è inutilizzato, ma a nostro avviso, ogni giorno che passa e dopo ogni pioggia, l’antica struttura rischia sempre di più di sbriciolarsi sotto i colpi dell’umidità. Ci riferiamo chiaramente al Monastero di San Giorgio che già quasi un decennio fa i tecnici ritenevano versasse in condizioni gravissime dal punto di vista strutturale, non garantendo sulla solidità di solai o dei e muri, soprattutto dopo quel pomeriggio del 19 luglio del 1996, quando buona parte del tetto è crollato. Da allora nessun intervento per rifare la copertura, con il Comune che nel 2003 ha ottenuto che l’assessorato regionale ai Beni culturali ed Ambientali inserisse nella graduatoria delle opere pubbliche da finanziare con il Por Sicilia 2000/2006, un progetto di sette milioni di euro per il suo recupero insieme con le circostanti mura medievali. Poi però poco si è saputo e si teme che l’antico monastero non resista ai tempi della burocrazia. La precedente Amministrazione comunale dall’ex presidente Salvatore Cuffaro aveva ottenuto una promessa di finanziamento per il restauro, finanziamento che però fino ad oggi non è stato erogato. «Io ho già incontrato il tecnico che ha redatto il progetto del restauro del Monastero – ci dice il neo sindaco, dott. Ernesto Del Campo – Visto che sono passati tanti anni ritengo che questo vada rivisto, inserendo magari la sistemazione dell’intera collina che è il biglietto da visita della nostra città e del centro storico. Il finanziamento del progetto – aggiunge il sindaco – è possibile solo partecipando ai bandi della Regione siciliana. E quando questa occasione ci sarà concessa – conclude – non la perderemo». Sul possibile utilizzo del Monastero in passato si sono fatte diverse ipotesi, anche perché la struttura che si presta bene per realizzarvi una zona museale ed una capiente sala conferenze. Quello che però adesso è più importante adesso però è assicurarne la stabilità al più presto, altrimenti i 7 milioni di euro per restaurarlo potrebbero non bastare più. Gaetano Guidotto

Fonte la sicilia 06-09-08