RANDAZZO: DISTRUTTI 2 CAPANNONI DI UN’AZIENDA ZOOTECNICA

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Un banale corto circuito fra i cavi di una batteria di un trattore ha completamente distrutto un’azienda zootecnica, provocando danni per centinaia di migliaia di euro. L’episodio è accaduto in contrada Carretta sui Nebrodi, in un lembo di terra appartenente al comune di Randazzo lontanissimo da centri abitati e raggiungibile solo da Bronte che si chiama Isola di Spanò. Qui, da sempre, una famiglia di Maniace gestisce una ricca fattoria di bovini. Nel tempo erano stati realizzati due ampi capannoni. In uno gli allevatori avevano riposto il foraggio per l’inverno, circa 6000 covoni di fieno stipati l’uno su l’altro fino al tetto.Nell’altro custodivano i mezzi agricoli, 5 trattori utili per arare la terra e trasportare ogni cosa fra le asperità del terreno. Ieri notte il dramma. A sorvegliare la mandria era rimasto l’anziano padre degli allevatori, che ai carabinieri ha raccontato di aver sentito intorno le 4,30 del mattino un botto giungere da uno dei capannoni. Avvicinatosi ha visto le fiamme levarsi dall’unico trattore cui era collegata la batteria. L’uomo ha tentato di sedare le fiamme e di allontanare gli altri trattori, ma è stato impossibile. A questo punto ha lanciato l’allarme, chiamando al telefono i figli il cui precipitarsi fin lì, vista la lontananza della zona, è stato inutile. Quando sono arrivati le fiamme avevano già avvolto gli altri trattori e distrutto parte del tetto. Sul posto sono arrivati i Vigili del Fuoco di Adrano e quelli di Maletto, ed anche i carabinieri della stazione di Bronte con il comandante maresciallo Antonino Muto. Il fuoco, difficile da spegnere, si è propagato anche al capannone pieno di fieno vanificando ogni intervento dei pompieri. Il fuoco ha distrutto tutti i covoni, costringendo i Vigili del Fuoco a lavorare ininterrottamente fino a ieri sera. Alla fine la conta dei danni è stata terribile per gli allevatori. Entrambi i capannoni sono andati distrutti assieme con tutti i mezzi meccanici. Gli animali sono rimasti senza foraggio che dovrà essere nuovamente comprato. A salvarsi soltanto gli animali dal momento che il capannone dove erano ricoverati non è stato raggiunto dalle fiamme.

Fonte “La Sicilia” del 08-08-2008