RANDAZZO: COSTRETTI ALLA RESA DINANZI ALLE FIAMME ALTE

“Lasciate la vostra postazione, tornate indietro, il fuoco vi sta accerchiando, ormai è incontrollabile”. E’ l’amaro comando che abbiamo sentito impartire via radio ad un vigile del fuoco. Era rivolto ai suoi colleghi che, per una giornata intera, sfidando calore e fumo, hanno gettato acqua sulle fiamme. Un comando che, dopo tanta fatica e lavoro, sapeva tanto di resa. Ieri un incendio di chiara origine dolosa ha distrutto l’intero versante est del “Monte Colla” e poi, dopo aver superato il fiume Alcantara, in serata ha raggiunto le falde di Monte San Marco, cominciando a divorare uno dei boschi più belli dei Nebrodi, ovvero quello di Baiardo. Dalla centrale operativa della Guardia forestale di Catania abbiamo saputo che l’allarme è stato lanciato alle 8 e 30, quando è stato avvistato fumo in contrada “Rocca Bellia”. Da quel momento si è come scatenato l’inferno, con le fiamme che hanno raggiunto contrada Faucera, distruggendo un territorio di oltre 300 ettari, ricco di roverella, conifere e latifoglie e dove insistono diverse aziende agricole e zootecniche. Eppure le forze impegnate sono state cospicue. Sono intervenuti i vigili del fuoco di Maletto e Linguaglossa ( il distaccamento di Randazzo non era operativo), più di 50 operai forestali per ogni turno e le stesse Guardie forestali che hanno fatto intervenire 7 velivoli fra elicotteri e canadair che hanno effettuato oltre 150 lanci, ma è stato tutto inutile. “Non so – ci dice Concetta Sciavarello – se la casa dell’azienda di mia madre è andata distrutta o meno. Non so se gli animali sono ancora vivi. E’ stato terribile: mia madre non voleva lasciare la campagna nonostante il fuoco avanzasse. Alla fine i vigili del fuoco l’hanno portata via”. Altri allevatori non hanno voluto lasciare i poderi e così i carabinieri della Stazione e della Compagnia di Randazzo in serata sono andati a cercarli fra il fumo. Fortunatamente, però, erano al sicuro. Alle 19 i mezzi aerei hanno smesso di effettuare lanci e le operazioni di spegnimento sono rimaste nelle braccia degli operai e delle guardie forestali che hanno continuato a lottare e dei vigili del fuoco in grado solo con i fuoristrada e serbatoi di 150 litri di raggiungere il fronte del fuoco. Senza autobotti e aerei per tutti alle 21 la lotta è sembrata impari, ed il rischio che durante la notte andasse in fiamme il bosco di Baiardo, in pieno demanio e Parco dei Nebrodi, è diventato altissimo.

Gaetano Guidotto fonte “La Sicilia” del 25-08-2011