RANDAZZO: “ATTENTATI” LUNGO LA FERROVIA

Era un bel pò di tempo che non venivano posti dei sassi sulla linea ferrata della Ferrovia Circumetnea con il rischio di far deragliare il convoglio. L’ultimo episodio che ricordiamo risale all’8 gennaio del 2008, quando il convoglio diretto a Riposto appena partito dalla stazione di Linguaglossa ha investito un bel mucchietto di pietre accuratamente poste sui binari. Adesso ci risiamo, e a sentire la voce ufficiale della Fce, con particolare puntualità. Per 3 giorni consecutivi, infatti, la linea ferrata sarebbe stata ostruita da un cumulo di pietre e traverse di legno poste lungo i binari, presumibilmente nella notte precedente o nelle prime mattinate. Il treno è sempre lo stesso, ovvero quello che parte alle 6 del mattino da Randazzo e che giunge al capolinea carico di studenti che frequentano gli istituti superiori di Giarre, E così, di fronte all’ultimo “attentato” sui binari che attraversano contrada San Lorenzo di Randazzo, i dirigenti della Fce si sono rivolti ai carabinieri per denunciare il fatto. Fortunatamente in nessuno dei 3 episodi si sono verificati feriti, anche se il treno ha sempre finito per investire le pietre procurandosi danni al “cacciapietre” e al carrello delle motrici. Tutto sommato neanche eccessivi disagi alla circolazione, poiché i treni, dopo la rimozione dei detriti, hanno ripreso la propria corsa. Se ch ha agito aveva l’intenzione di bloccare il treno, dunque, ha certamente fallito. «Simili gesti sono davvero intollerabili – ha affermato il commissario governativo della Fce Gaetano Tafuri – non soltanto perché frutto di un vandalismo gratuito, ma soprattutto perché compromettono gravemente la sicurezza ferroviaria potendo infatti portare, oltre che al sicuro danneggiamento dei mezzi, al deragliamento del treno, con conseguenze che potrebbero essere gravissime anche perché ad incapparci in genere sono i primi treni della mattina con a bordo centinaia di studenti». In passato altri “attentati” si sono verificati anche in territorio di Piedimonte Etneo e ancora Randazzo. Ai tempi si ipotizzò che si sia trattato dell’azione di alcuni “furbissimi” studenti che, per marinare la scuola, studiavano il modo per bloccare il treno. «Una cosa è certa -aggiunge il commissario Tafuri -, i responsabili saranno puniti con polso duro e senza sconto alcuno, perché non possiamo tollerare tali azioni che mettono a repentaglio la pubblica incolumità».

Gaetano Guidotto fonte”La Sicilia” del 28-04-2010