MANIACE: OSPEDALE, UN FUTURO FRA DUBBI E GARANZIE

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«Sarà un ospedale forse senza Ortopedia ed un reparto completo di Urologia, ma certamente con Medicina, Chirurgia, Pediatria ed Ostetricia e Ginecologia più efficienti». Lo ha assicurato il direttore generale dell’Asp di Catania, dott. Giuseppe Calaciura, alla fine del Consiglio comunale di Maniace convocato alla presenza dei sindaci e dei presidenti delle assemblee consiliari dei Comuni di Bronte, Maletto, Randazzo, Cesarò e San Teodoro, che usufruiscono dei servizi dell’ospedale di Bronte e che temono il suo ridimensionamento. La presenza del direttore Calaciura ha permesso ai sindaci di esternare tutte le perplessità sul futuro dell’ospedale: «Da anni – ha affermato il sindaco di Maniace, Salvatore Pinzone Vecchio – percepiamo il rischio che l’ospedale venga trascurato». Sensazione di trascuratezza che si è accentuata ancor di più quando l’ing. Giuseppe Mineo, direttore dei lavori di ristrutturazione dell’ospedale che dovevano essere conclusi nel 2008, ha affermato che la ditta ritiene necessari altri 18 mesi per completare le opere e che i reparti finiti non possono essere consegnati perché questa non ha ancora comprato l’ascensore e perché l’Enel da mesi non aumenta la potenza della cabina elettrica e perché si ritarda a pagare anche un semplice bollettino.  Per il vice sindaco di Maniace, Nino Cantali non ci può essere ospedale senza urologia, mentre per il sindaco di Randazzo, Ernesto Del Campo, manca una regia che si intesti la risoluzione quotidiana dei problemi. Per il sindaco di Maletto, Pippo De Luca, l’ospedale così com’è non potrà funzionare a lungo, mentre per l’assessore Enzo Bonina di Bronte, delegato dal sindaco Pino Firrarello, in questi 2 anni l’ospedale ha compiuto solo passi indietro, con il rischio di decisioni disastrose quando si analizzeranno le performance per eliminare tutto ciò che è anti economico. «L’ospedale Garibaldi di Nesima è stato organizzato in 4 mesi – ha affermato il presidente del Consiglio comunale di Bronte Salvatore Gullotta – qui ne sono passati già 64 e ce ne vorranno altri 18. Accettiamo la riduzione a 69 posti letto, ma per garantire assistenza non debbono esserci carenze di personale medico. Con gli stessi posti letto si poteva avere pure la Rianimazione». Sentiti gli interventi degli amministratori di tutti i Comuni, con il consigliere di Bronte Nunzio Saitta che ha sottolineato come fra i 2500 nuovi posti nella Sanità nessuno è riservato a Bronte che non ha ottenuto neanche un euro per nuove tecnologie. «I lavori vanno a rilento per colpa della ditta che è commissariata. – ha replicato Calaciura – State tranquilli però l’ospedale non chiuderà, e nell’esame delle performance verrà tenuto conto delle difficoltà. Arriveranno i primari ed i medici che servono. Ad Acireale l’urologia può contare sulla rianimazione, mentre il piano di rientro permette una sola ortopedia fra Bronte, Biancavilla e Paterno. Di conseguenza se Bronte conserva e potenzia Medicina e Chirurgia bisognerà scegliere». Per tutti i disservizi segnalati dai sindaci il direttore ha promesso verifiche, augurandosi di poter egli stesso inaugurare il nuovo ospedale di Bronte.

Fonte “La Sicilia” del 11-01-2011