MANIACE: ILLUMINAZIONE PUBBLICA A S.ANDREA E SEMANTILE

Sono stati in tanti a sussurrare “è luce fù”, richiamando il libro della Genesi, quando è entrata in funzione la prima illuminazione pubblica perle contrade Sant’Andrea e Semantile della frastagliata Maniace. Già perché fino ad ieri le strade delle 2 contrade la sera rimanevano completamente al buio, perché prive di lampioni e lampade esterne. Per vedere qualcosa in strada all’esterno delle case i residenti erano stati costretti a far da se, istallando lampade sui muri delle proprie abitazioni a proprie spese, ed evitando di uscire a piedi nelle serate d’inverno e muovendosi in auto. Una lacuna, al giorno d’oggi, certamente ingiustificata che il sindaco Salvatore Pinzone Vecchio è riuscito a colmare.  “In effetti – ci dice – non era possibile neanche ipotizzare che nel 2008 ci fossero strade pubbliche senza illuminazione. Certo fino ad oggi la lontananza l’una dall’altra delle abitazioni e delle intere contrade dal centro hanno rappresentato un forte handicap, che ha reso impossibile porre i cavi. Per risolvere il problema – continua – ed aggirare tutti gli ostacoli che negli anni si sono presentati abbiamo pensato alla tecnologia fotovoltaica che, sfruttano l’energia solare durante il giorno, accumula l’energia necessaria per l’illuminazione la notte”. E l’espediente utilizzato dal sindaco ha funzionato. 65 lampioni alimentati da cellule fotovoltaiche finalmente illuminano le strade per la felicità dei circa 400 residenti che fino a qualche anno fa sembravano rassegnati. “Era nostro obbligo risolvere questo problema, – conclude Pinzone Vecchio – un dovere verso i cittadini di queste 2 contrade che vantano gli stessi diritti degli altri. Per questo non abbiamo avuto tentennamenti ad accendere il mutuo di 200 mila euro per realizzare i lavori”. Il paese, a ridosso del Parco dei Nebrodi, è famoso per essere suddiviso in ben 17 contrade distanti dal centro anche 4 chilometri e questo significa ovviamente tanti svantaggi che, come si può vedere, i maniacesi in questi anni stanno caparbiamente tentando di colmare.

L’Ufficio Stampa