MALETTO: SEI IMPRENDITORI DENUNCIATI E TRE CANTIERI SEQUESTRATI

Sei imprenditori denunciati, tre cantieri sequestrati ed elevate contravvenzioni e sanzioni per oltre 40 mila euro. Sono i numeri del giro di vite imposto dai carabinieri nella lotta contro il mancato rispetto delle norme di sicurezza nei cantieri e contro il lavoro nero. Il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, infatti, su disposizione del capo dell’Ispettorato provinciale del lavoro, ing. Dino Cacopardo, con la collaborazione dei colleghi della Stazione di Maletto coordinata dal maresciallo Luigi Di Stefano, hanno effettuato 8 ispezioni in altrettanti cantieri edili ( dove operavano anche più ditte) al fine di accertare il rispetto delle norme antinfortunistiche e la corretta applicazione dei contratti di lavoro degli operai impiegati. Alla fine fra le 12 ditte edili controllate 6 datori di lavoro sono stati denunciati per inosservanze in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e 3 cantieri sono stati sequestrati. Complessivamente sono state contestate 22 violazioni, che ai titolari sono costate complessivamente 12.000 euro di multa. Durante i controlli i carabinieri hanno constatato l’assenza delle più basilari norme antinfortunistiche quali l’assenza completa di ponteggi con il conseguente rischio di cadute, l’utilizzo di impianti elettrici fuori norma, nonché la mancata consegna ai lavoratori dei dispositivi di protezione individuale come per esempio il casco. Il blitz inoltre non poteva che far emergere il problema del lavoro nero. Due datori di lavoro, infatti, impiegavano lavoratori non in regola, omettendo la dichiarazione di assunzione, ma dalle indagini sono emerse anche irregolarità nella gestione dei libri contabili e gestionali. Insomma diverse contestazioni, con i carabinieri costretti ad elevare sanzioni per altre 18.243 euro. Tutto qui? No. I militari hanno accertato che le ditte avevano omesso di versare i previsti contributi previdenziali nonché i premi assicurativi agli Enti Inps, Inail e Cassa edile per un importo di circa 5.000 euro. Insomma è bastato un controllo fatto come si deve per far emergere un quadro sconfortante, dove padri di famiglia sono costretti a lavorare non alle condizioni che prevede la legge, ma a quelle che piacciono al datore di lavoro. I controlli proseguiranno anche in altri Comuni affinché si scongiuri il rischio di “morti bianche” o di altri deprecabili episodi. [L. S.]

Fonte “La Sicilia” del 16-04-2008

 Sei datori di lavoro denunciati, tre cantieri edili sequestrati, ed elevate contravvenzioni per oltre 30 mila euro. Questo il risultato di due giorni di intenso lavoro effettuato dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, in collaborazione con i militari del comando Stazione di Maletto, su disposizione del dirigente provinciale Dino Cacopardo. Otto ispezioni effettuate e dodici ditte controllate all’interno delle quali, i militari dell’Arma hanno riscontrato diverse irregolarità. L’assenza delle più basilari norme antinfortunistiche quali la completa mancanza di ponteggi, con il conseguente altissimo rischio di cadute dall’alto, l’utilizzo di impianti elettrici fuori norma, nonché la mancata consegna ai lavoratori dei dispositivi di protezione individuale quali elmetti e calzature antinfortunio. Inoltre, in applicazione del decreto Bersani, per due datori di lavoro sono stati emessi provvedimenti di sospensione in quanto impiegavano lavoratori “in nero”. Per quanto riguarda l’aspetto amministrativo, i carabinieri hanno rilevato che le ditte avevano omesso la dichiarazione di assunzione, nonché la mancata consegna della tessera di riconoscimento. Irregolari pure i libri obbligatori; per questi motivi sono state elevate sanzioni per oltre 18 mila euro. Inoltre, i carabinieri hanno accertato che le ditte avevano omesso di versare i previsti contributi previdenziali nonché i premi assicurativi a Inps, Inail e Cassa edile per un importo di circa 5 mila di euro. “I controlli proseguiranno anche in altri Comuni – rende noto l’Ispettorato provinciale – affinché si scongiuri il rischio di morti bianche o di altri deprecabili episodi, oltre ad accertare il rispetto delle norme antinfortunistiche e la corretta applicazione dei contratti di lavoro degli operai impiegati”. Gaia Montagna Fonte “Giornale di Sicilia” del 16-04-2008