ETNA S’IMPUGNA IL PIANO DEL PARCO

Interessati gran parte dei territori di Maletto, Bronte, e Randazzo

 Sarà impugnato entro il termine dell’8 novembre prossimo dinanzi al Tar il decreto regionale N° 744 del 29 luglio 2008, emanato dal dirigente del servizio 2 V.A.S. – V.I.A. del Dipartimento territorio e ambiente della Regione Siciliana, a conclusione della procedura di valutazione di incidenza ex art. 5 del D.P.R. N° 357/97 che, esclusivamente sotto tale profilo, ha approvato con prescrizioni il Piano territoriale di coordinamento del Parco. E’ la volontà espressa dai sindaci presenti alla seduta del consiglio del parco convocata dal commissario straordinario avv. Ettore Foti, che si è tenuta ieri mattina nella sede dell’Ente di Nicolosi. Il decreto emesso dal dirigente del servizio, ing. Giuseppe Sansone, costituisce un passaggio delicatissimo del lungo e complesso iter di approvazione del Piano, atteso ormai da ben 18 anni, che di fatto riporta indietro di diversi anni il cammino di apertura compiuto dal Parco alle istanze delle popolazioni. “Un piano che nasce già vecchio”: ha commentato il sindaco di Zafferana Etnea Delfo Patanè, che ha proposto d’impugnare l’intero piano poiché nel corso di questi anni si è evoluta la sensibilità del Parco verso le esigenze delle popolazioni locali e le giuste istanze di sviluppo culturale, sociale ed economico che, invece, verrebbero totalmente disattese dalle numerose limitazioni contenute nell’atto. Il decreto, ad esempio, vieta nelle zone A e B del parco ( che costituiscono oltre il 60% del territorio) l’accesso con auto se non per interventi di soccorso, sempre nelle stesse zone vigerebbe il divieto di taglio e ceduazione anche a scopo di prevenzione incendi, e altro. “Il decreto espropria i sindaci e le comunità locali delle prospettive di crescita e di sviluppo dei propri territori – ha aggiunto il sindaco di Linguaglossa Anna Maria Vecchio”. Ancor più critici gli interventi del sindaco di Maletto Giuseppe De Luca, del componente del comitato esecutivo Mario Bonsignore, dei delegati di Giarre e Castiglione di Sicilia e del sindaco di Bronte sen. Firrarello. Quest’ultimo ha chiesto al commissario dell’Ente di farsi strumento per concordare un incontro con il presidente della Regione, proponendo accanto alla impugnativa dell’Ente Parco una autonoma azione legale dei sindaci del Parco. Tante anche le invocazioni a riprendere sul tema del piano territoriale del parco un dialogo politico con la Regione. “Immediata impugnazione dell’atto nelle sedi legali – ha riassunto il vice presidente della Provincia, Catalano – ma insieme invieremo un documento ai vertici regionali per chiarire le indicazioni e le aspettative del territorio sul Piano”.

Marisa Mazzaglia fonte “La Sicilia” del 21-10-2008