CATANIA: SCANDALO SERVIZI SOCIALI, TUTTI A CASA

0

Non c’è più nessuno in carcere per lo scandalo dei Servizi sociali. Il giudice delle indagini preliminari Francesco D’Arrigo ha, infatti, concesso gli arresti domiciliari all’ex assessore ai Servizi sociali Giuseppe Zappalà e all’ex presidente della cooperativa Luigi Sturzo e consigliere provinciale del Mpa, Giannunzio Parrinello, arrestati il 16 luglio scorso nell’ambito dell’inchiesta sulle gare d’appalto del Distretto socio-sanitario etneo. Il sostituto procuratore Lucio Setola aveva dato parere positivo per entrambi. Zappalà è a casa per motivi di salute (si trovava ricoverato in ospedale fino al giorno prima dell’arresto), Parrinello, già presidente della cooperativa «Luigi Sturzo» si è autosospeso dal partito ma non si è dimesso – così ha precisato il suo legale, l’avvocato Carmelo Galati, dalla carica di consigliere provinciale che ricopre ancora sebbene sia passato al Gruppo misto. Sempre ieri il gip ha rimesso definitivamente in libertà Antonino Novello, il presidente della cooperativa «Città del Sole» (difeso dall’avvocato Giuseppe Barletta Caldarera) che già era stato ammesso ai domiciliari perché non vedente e che si è autosospeso dalla carica di presidente della stessa cooperativa. Ubaldo Camerini, considerato dai magistrati il «deus ex machina» di tutto il sistema marcio dei Servizi sociali, era già stato ammesso sabato scorso ai domiciliari. Camerini, avrebbe tirato in ballo altri personaggi, a quanto pare politici, cosa che confermerebbe – contrariamente a quanto detto finora negli ambienti giudiziari – l’esistenza di “riferimenti politici” in tutta questa vicenda. Oggi, intanto, si terranno gli interrogatori di garanzia della undici persone per le quali erano stati disposti gli arresti domiciliari (non si potrà completare per motivi di tempo tutta la lista). Da sottolineare che il pm ha già notificato agli indagati la chiusura delle indagini e, quindi, con ogni probabilità, in ottobre, si potrebbe arrivare all’udienza preliminare. Per finire una precisazione. L’avvocato di Camerini e Zappalà, Vittorio Lo Presti ha chiarito che ai suoi clienti non sono stati sequestrati beni per milioni di euro. «Il decreto di sequestro – ha dichiarato il legale – vale per questa cifra, ma a Zappalà non è stato sequestrato nulla perché risulta nullatenente, a Camerini qualcosa come 200 mila euro, il valore di un piccolo appartamento e di una villetta».

Carmen Greco fonte “La Sicilia” del 20-07-2010