BRONTE: SEI GIORNI DOPO IL FULMINE, IL ROGO

Si nota del fumo sull’Etna, a 1600 metri di altezza fra i pini di monte Egitto nel territorio di Bronte e scatta una imponente operazione di spegnimento che ha visto all’azione, oltre alle squadre antincendio della Forestale, un canadair della Protezione civile, due velivoli leggeri “Fire Boss” (che sono piccoli aerei simili ai canadair) e due elicotteri, uno della Forestale e uno della Marina Militare. L’allarme è scattato alle 7,30 e chiaramente, visto lo spiegamento di forze in campo, dopo qualche ora l’incendio era domato, anche se il bosco di monte Egitto è tutt’ora ancora a rischio e lo sarà per almeno 4 giorni. I motivi li spiega il comandante del Distaccamento della Guardia forestale di Bronte, commissario Vincenzo Crimi, che smentisce alcune notizie diffuse ieri in mattinata che ipotizzavano che il l’incendio fosse di origine dolosa.  «Questa volta i piromani non c’entrano niente – afferma Crimi – le origini di questo incendio risalgono addirittura al pomeriggio del 13 agosto, quando un fulmine ha colpito ed incendiato un grosso pino nello stesso luogo dove ieri è scoppiato l’incendio. Noi, infatti, sappiamo bene che, nonostante non sembri che ci sia ancora del fuoco, la particolare resina che caratterizza i pini fa sì che questo continui piano piano a carbonizzare le radici più profonde, divorandole metro dopo metro, senza fermarsi. Quando una radice ardente torna in superficie – spiega – basta un venticello e dell’erba secca vicino che si innesca la fiamma. Per questo motivo, personalmente il 14 agosto ho chiesto ed ottenuto che l’elicottero della Forestale effettuasse ben 11 lanci di acqua nella zona, ma evidentemente non è bastato». E dire che il 13 agosto scorso, dopo il fulmine, sulla zona si era abbattuta una burrasca, ma a sentire il comandante Crimi, l’effetto “carbonella” sotto terra si è mantenuto ugualmente. «Pensate – continua Crimi – che temendo questo fenomeno abbiamo lasciato gli operai sul bosco per 2 giorni e quindi anche per Ferragosto. Adesso abbiamo nuovamente disposto i turni e per almeno 4 giorni quest’area dovrà essere continuamente monitorata». Alla fine il bilancio fortunatamente non è stato grave. Si è bruciato si e no 1000 mq di sottobosco. Il fuoco radente, infatti, ha solo affumicato gli alberi sovrastanti. Temendo l’origine dolosa, il segretario nazionale del Codacons, Tanasi, ha annunciato che la sua associazione si costituirà parte civile contro i piromani.

Gaetano Guidotto fonte “La Sicilia” del 20-08-2009