BRONTE: POLO TESSILE, IPOTESI “MARCHIO PROPRIO”

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La crisi del Polo tessile di Bronte sotto i riflettori della “Task force per lo sviluppo e l’occupazione” della Provincia di Catania. Ieri mattina presso il Centro direzionale Nuovaluce, alla presenza dell’assessore Francesco Ciancitto e del consigliere provinciale Nunzio Parrinello, le organizzazioni  sindacali e datoriali hanno esaminato gli elementi della crisi che investe il settore tessile del territorio etneo e soprattutto di Bronte che, come sottolineato anche dall’Osservatorio dell’Istat costituisce il punto di aggregazione per il Distretto Tessile della Sicilia Orientale composto peraltro da altri due poli produttivi nelle provincie di Enna e di Messina. Essendo la crisi dettata principalmente dal calo delle commesse da parte delle “Grandi firme” che preferiscono confezionare i capi dove il lavoro costa di meno, è stato deciso di convocare le aziende brontesi per potere esplorare le possibilità per riprendere i rapporti con le società committenti. Abbiamo, comunque, bisogno di dati concreti in modo da attuare azioni positive adatte al raggiungimento di un obbiettivo comune”. Secondo i rappresentanti dei sindacati presenti alla riunione, i dati sull’occupazione per l’indotto sono già allarmanti. Si è anche, però, parlato di marchio proprio; “Questa realtà è un punto d’eccellenza e di sviluppo per il territorio per il quale è necessaria una descrizione analitica del contesto occupazionale  – dichiara l’assessore alle Politiche attive e del lavoro Francesco Ciancitto – . Siamo pronti ad ascoltare le richieste, e dove possibile assecondarle, delle imprese nella considerazione dell’importante valenza occupazionale del settore”. “Abbiamo comunque, bisogno – conclude – di dati concreti in modo da attuare azioni positive adatte al raggiungimento di un obiettivo comune”. Secondo le organizzazioni sindacali, i dati sull’occupazione per l’indotto sono già allarmanti e bisogna far presto. “Bisogna capire – ha aggiunto il coordinatore della Task Force, Totò Leotta – se si può ricostruire  una filiera del settore con un marchio proprio”. “E’ positivo – ha concluso il consigliere Parrinello – il fatto che la Provincia si sia intestata l’impegno a salvare il comparto tessile, dimostrato anche dalla volontà di istituire a Bronte un indirizzo di studi apposito. Concordo con l’idea di rilanciare il Distretto tessile che aveva già ottenuto un finanziamento.

 

LA SCHEDA: I POSTI DI LAVORO RIDOTTI DEL 50%

Prima della crisi, quando il Polo tessile di Bronte attirava le più importanti aziende nazionali produttrici di capi di abbigliamento, erano 12 le aziende tessili brontesi che confezionavano soprattutto jeans, dando lavoro a quasi 600 dipendenti e producendo più o meno altri 400 posti di lavoro nell’indotto. Adesso la situazione è diversa. Da alcuni dati forniti dalle organizzazioni sindacali il comparto tessile brontese oggi dà lavoro a non più di 400 operai, con l’indotto che si è estremamente ridimensionato (non lavorano più di 100 addetti).

L.S. Fonte “La Sicilia” del 0-5-04-2011