BRONTE: MEZZO MILIONE PER IL CASTELLO NELSON

Ancora finanziamenti a Bronte. Il governo centrale, su richiesta del sindaco Pino Firrarello, ha erogato un contributo di 500mila euro per la valorizzazione dei beni culturali della «città del pistacchio» ed in particolare del Castello Nelson. A darne notizia è il sindaco Pino Firrarello che già pensa a come utilizzare le nuove risorse. «Si potrebbe – dice – restaurare l’ala del maniero dove un tempo si trovavano le cucine. Ovvero quella zona non ancora accessibile al pubblico. E’ chiaro – continua il sindaco – che il restauro del Castello Nelson fa parte dei nostri programmi, al fine di creare i giusti presupposti di un suo maggiore e più proficuo utilizzo e soprattutto per un ulteriore richiamo dal punto di vista turistico». Oggi il castello è sede di importanti manifestazioni di carattere sociale e culturale, ma soprattutto è visitato da tantissimi turisti che hanno la possibilità di trascorrere diverse ore fra il verde e la pace dei ricchi giardini e di visitare le stanze ed i corridoi del maniero, impreziositi da quadri, lettere autografe dei reali d’Inghilterra, ordini militari, piani di battaglia e medaglie. Pensate che all’interno vi sono pure due bicchieri di cristallo ed una bottiglia che si pensa Nelson utilizzò addirittura prima della sua morte in battaglia. «Ma fra tante meraviglie – ribadisce il primo cittadino brontese – il turista rimarrà affascinato dal “mite” giardino, dove i più esperti trovano piante importate dall’Inghilterra, dai reperti archeologici e dagli scavi nel grande granaio che ci fanno intendere come, forse, non tutto sappiamo della chiesa di Santa Maria, che accoglie i fedeli all’ingresso con uno dei più bei portali che le chiese dei Benedettini in Sicilia della seconda metà del XII secolo ci regalarono». Adesso i tecnici realizzeranno un progetto per vedere quanto sia possibile ristrutturare con i fondi che verranno erogati. Successivamente, come da consuetudine, avrà inizio l’iter dell’ulteriore lavoro pubblico di Bronte.

L. S. Fonte “La Sicilia” del 13-06-2010