BRONTE: LA ROTATORIA TRA VIA ETNA E VIA MESSINA DIVENTA DEFINITIVA, SI RESTAURA PIAZZALE CONVENTO

Diventa definitiva la rotonda sperimentale posta all’incrocio fra via Messina e via Etna a Bronte. L’assessore alla Polizia Municipale, Luigi Putrino, dopo essersi consultato con i vigili urbani ed il loro comandante Salvatore Tirendi, ma soprattutto a seguito degli esiti della sperimentazione che ha dimostrato come la rotonda renda più sicuro il traffico veicolare, di concerto con i tecnici dell’Anas, ha deciso di rendere definitiva l’idea predisposta dall’esperto ing. Alessandro Di Graziano. A condividere l’idea ovviamente anche il sindaco, sen. Pino Firrarello, coadiuvato oltre che dal comandante Tirendi, dal responsabile del settore viabilità, tenente Vittorio Lenzo, e collaborato dai geometri Felice Spitaleri e Nino Saitta. “Questo – ci dice l’assessore Putrino – è uno degli incroci più trafficati e pericolosi di Bronte. Questa rotatoria lo renderà più scorrevole e sicuro”.

RESTAURO PIAZZALE CONVENTO

Si restaura il piazzale del convento San Vito, luogo dove il 10 agosto 1860 ebbero triste epilogo “I fatti di Bronte”, con la fucilazione di 5 Brontesi ordinata da Nino Bixio, dopo un sommario processo. Il Comune ha concesso un finanziamento di trentamila euro, proposto dall’assessore al bilancio Luigi Putrino e condiviso unanimemente dalla Giunta e in primis dal sindaco, senatore Pino Firrarello. Lavori in corso, pertanto, anche in quest’altra piazza di Bronte, che fra qualche settimana sarà consegnata ai brontesi e ai turisti completamente pavimentata e abbellita. Su indicazione dell’assessore Putrino, inoltre, vi si collocherà una lapide commemorativa, che andrà ad aggiungersi al monumento dello scultore brontese Domenico Girbino, che il 10 ottobre 1985 il Comune fece erigere nella villetta sottostante al luogo della fucilazione, mentre era sindaco l’attuale primo cittadino Firrarello, che promosse anche il processo a Nino Bixio che si celebrò dal 17 al 19 sempre dell’ottobre 1985. «Questo luogo è importante non solo per la storia di Bronte, ma per tutto il Risorgimento italiano. – puntualizza l’assessore Putrino – Anche a Bronte (come in altre località siciliane) molta povera gente aderì con metodi poco nobili al proclama di Garibaldi d’assegnazione delle terre, però altrettanto inumane ed ataviche erano le angherie e le mortificazioni inflittegli da taluni benestanti locali. Quei poveretti s’intendevano più di fame che di politica e diplomazia, così “sfuggì” loro che Bronte era ducea dell’ammiraglio Orazio Nelson e in virtù del sostegno inglese alla spedizione andava in ogni caso tutelata”.

L’Ufficio Stampa    Fonte “La Sicilia” del 04-01-2009