BRONTE: IL SIMETO FA PAURA STRADA CHIUSA

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I timori della vigilia sono stati confermati. Il rischio che la piena del Simeto superasse il livello della carreggiata della Statale 120 Fiumefreddo – Cerda, sul ponte Bolo, in territorio di Bronte, si è materializzato ieri notte intorno all’una, sotto gli occhi attoniti degli operai dell’Anas, che altro non hanno potuto fare che chiudere la strada al transito e deviare gli automobilisti sulle strade provinciali. «Già dopo le 20 di sabato – dice il sorvegliante dell’Anas Salvatore Cunzolo – ci siamo accorti che il livello del fiume si stava piano piano alzando. Poi all’una di notte l’acqua ha invaso la carreggiata, portando con sè fango, detriti e rami di alberi». Immediatamente sono state poste le transenne sulla strada all’incrocio con la provinciale Serra Bronte da una parte ed al bivio con la Sp 165 dal lato di Cesarò, per impedire ai veicoli di attraversare la passerella e rischiare di essere travolti dalla piena. Quando verso l’alba il livello dell’acqua è sceso e gli addetti dell’Anas hanno lasciato momentaneamente l’area, nonostante la passerella sul fiume fosse piena di fango e detriti ed il fiume minaccioso, alcuni automobilisti temerari hanno attraversato il ponte, costringendo i carabinieri ad intervenire ed elevare diverse contravvenzioni.  «Oltre al fango ed i detriti – continua Cunzolo – non sapevamo se la passerella fosse realmente sicura». Così, per evitare che qualche altro automobilista rischiasse la vita, gli accessi alla passerella sul guado del fiume sono stati ostruiti con 2 cumuli di massi e pietre. «Ed abbiamo fatto bene – aggiunge il sorvegliante dell’Anas – perché nel tardo pomeriggio di ieri la passerella ha ceduto in un punto e sulla strada si è formato un grosso buco». Questa mattina è previsto un sopralluogo dei tecnici dell’Anas che dovranno decidere, adesso che l’ondata di maltempo sembra finita, se riaprire la passerella al transito dei veicoli, nell’attesa che si realizzi il nuovo ponte attualmente in costruzione. Molto dipenderà dalla solidità della struttura che certo ha subìto dei danni. Danni che sembra aver subìto anche qualche agricoltore a valle con il fiume che in alcuni punti ha rotto gli argini ed ha invaso i terreni. Per adesso, chi volesse da Randazzo raggiungere Cesarò e viceversa, è costretto ad allungare di circa 8 chilometri il percorso raggiungendo contrada Cantera a Bronte ed oltrepassare il Simeto sulla Sp 163 che essendo poggiato sulla antiche lave, è certamente più solido.

Gaetano Guidotto fonte “La Sicilia” del 26-10-2009