BRONTE: IL COMITATO PER SALVARE L’OSPEDALE SUL PIEDE DI GUERRA, BIAGIO VENIA NUOVO PRESIDENTE

IMG-20160122-WA0053Ritorna sul piede di guerra il Comitato “Uniti per la difesa dell’ospedale Castiglione Prestianni di Bronte, del punto nascite e per la tutela del diritto alla Salute” nato nel 2012, e che riprende la sua lotta contro il depauperamento dell’ospedale di Bronte. Dopo le dimissioni del presidente Giuseppe Mancuso, gli iscritti al movimento, apolitco e apartitico, hanno nominato Biagio Venia, attuale vicepresidente, come presidente del Comitato, e subito si stanno preparando nuove forme di lotta a difesa dell’ospedale. “Siamo pronti a tornare in campo per difendere gli interessi dell’ospedale, ma soprattutto quelli di oltre 50.000 persone che si servono dell’ospedale , ha dichiarato il neo presidente Biagio Venia – . Dobbiamo finirla con le farse, e iniziare seriamente un percorso di potenziamento e miglioramento dell’unico punto a tutela della salute del territorio. Dopo le oltre 6.000 firme, e gli esposti di denuncia presentati qualche anno fa, sembrava che finalmente il nostro ospedale potesse essere lasciato in pace, abbiamo capito che non è così, e l’ultima botta avuta, la chiusura del punto nascite, nonostante la deroga, e il fatto che entro 90 giorni si debba procedere ad assolvere alcune problematiche per mantenere aperto il punto nascite, ci ha costretti a tornare in campo ancora più agguerriti e arrabbiati di prima. Bronte è un ospedale di montagna, che in sere come quelle dell’ultimo weekend, con l’impossibilità a causa di ghiaccio e neve di spostarsi, è l’unico presidio che può dare aiuto agli abitanti di oltre 10 Comuni. E’ impensabile la sua chiusura o il depotenziamento, E’ necessario migliorare alcuni servizi, completare i lavori, completare la pianta organica, e infine rammodernare le attrezzature obsolete. Il tempo stringe, e già nei prossimi giorni ci muoveremo presso gli Enti preposti, per cercare la soluzione definitiva agli annosi problemi. Non abbiamo nulla da perdere, e se vogliono che l’ospedale di Bronte muoia, si preparino ad una lotta dura, senza esclusione di colpi, e con la consapevolezza che stavolta non ci arrenderemo di fronte a nulla”.