BRONTE: GRATTA E VINCE 125 MILA EURO, MA GLI DICONO CHE I TAGLIANDI SONO FALSI

Baciati dalla fortuna e strapazzati dalla malasorte. Potremmo riassumerla così la vicenda di una modesta famiglia di Bronte che per due volte ha avuto in mano due biglietti “Gratta e vinci” del valore di 25.000 e 100.000 euro e che altrettante volte s’è sentita dire dalla banca che si trattava di tagliandi contraffatti. Sebbene regolarmente acquistati in due tabaccherie autorizzate di Bronte. Il capofamiglia, che oltre al danno subisce anche la beffa di una denuncia per falso della Guardia di finanza, non ci sta e decide di adire le vie legali, affidandosi all’avvocato Francesco Caruso, amministrativista del Foro di Catania. I fatti risalgono all’agosto del 2007. «Ho acquistato in una tabaccheria di corso Umberto, a Bronte, un biglietto “Gratta e vinci” del gioco “Spiderman 3” – racconta il signor Giuseppe (nome di fantasia che utilizzeremo per rispettare la richiesta di anonimato) – l’ho portato a casa, l’ho grattato e mi sono accorto di aver vinto 25.000 euro. Ho chiesto informazioni sul da farsi, quindi sono andato nella filiale di Paternò della Banca Intesa San Paolo, come indicato dai Monopoli di Stato. Qui, un impiegato mi ha dato conferma della vincita, ha ritirato il biglietto, mi ha consegnato la ricevuta con la fotocopia del tagliando e mi ha detto di tornare dopo un mese circa. E così ho fatto. Ma anziché darmi i soldi, mi è stato detto che il biglietto era contraffatto, hanno voluto indietro la ricevuta – per fortuna ne avevo fatto una copia – e m’hanno detto che sarei stato denunciato». Il signor Giuseppe ci resta malissimo, e si rivolge all’avvocato Caruso che decide di diffidare il Consorzio Lotterie e la banca. Ma nel frattempo acquista un altro “Gratta e vinci”, gioco “Montagne d’oro”, e stavolta la vincita è di 100.000 euro. «Vista l’esperienza – dice il sig. Giuseppe – mi reco nell’agenzia Intesa San Paolo di viale Regina Margherita, a Catania. Succede esattamente la stessa cosa. Identica trafila. Solo che un mese dopo, quando mi comunicano che il tagliando è contraffatto, non mi chiedono di restituire la ricevuta, che resta a me». Pochi mesi dopo, il signor Giuseppe riceve la notifica di una denuncia per falso dalla Guardia di finanza. «A questo punto, essendo io in buona fede, spero nel corso della giustizia e mi auguro che la faccenda si risolva presto e bene». Il direttore della filiale Intesa San Paolo di Paternò, interpellato da noi ieri, ha detto di non ricordare l’episodio: «Se il signore ritiene di aver acquistato un biglietto valido deve rivolgersi alle Lotterie nazionali. Noi siamo solo dei semplici “passacarte”, o meglio “cassieri”».

Fonte “La Sicilia” del 04-04-2008