BRONTE: FIRRARELLO: “LA RIFORMA DELLA SANITA’ PENALIZZA I PAZIENTI”

Il sindaco di Bronte, Pino Firrarello dice no alla riforma sanitaria programmata dalla Regione siciliana. Lo ha fatto durante il vertice organizzato dall’Asp di Catania, dove hanno partecipato tutti i sindaci della provincia. Firrarello, infatti, il qualità di primo cittadino del Comune di Bronte ed a nome anche di altri colleghi che condividono le sue osservazioni, nell’opporsi alla proposta di riforma, ha motivato dettagliatamente le cause del suo dissenso, elencando una serie di carenze ed inefficienze che caratterizzano l’attuale momento della Sanità nella provincia di Catania:

“I motivi del dissenso sono tanti – ha affermato Firrarello – e tutti di natura tecnica con ripercussioni gravi sulla qualità dell’assistenza sanitaria:

1.      inizio con il sottolineare  che solo grazie al nostro deciso intervento la Regione ha abbandonato la prima proposta che vedeva diminuire i posti letto  limitato nell’Isola la diminuzione dei posti letto da 5600 a 2600. Pensate cosa sarebbe accaduto se non fossimo intervenuti con decisione e fossero stati tagliati tutti;

2.      i criteri di scelta dei dirigenti generali non ha rispettato le premesse di partenza, che lasciavano intendere che fossero stati scelti uomini secondo curriculum e competenze. Alla fine la scelta è stata solo ed esclusivamente in base all’appartenenza politica;

3.      i costi del servizi del 118 sono rimasti inalterati e maggiori rispetto ad altre Regioni (vedi Piemonte). Nonostante ciò si verificano disservizi e ritardi, causa di decessi;

4.      i casi “mala sanità” si sono moltiplicati; 

1.      da 2 anni non si provvede ad effettuare investimenti tecnologici che migliorassero la capacità di diagnostica e cura, ne tanto meno di  carattere edile, quando le strutture degli ospedali avrebbero bisogno di interventi;

2.      i budget a favore della Sanità privata è stato aumentato, mentre quello per la pubblica è stato riportato alla spesa del 2004, provocando un enorme passo indietro. Se il tentativo è quello di favorire i privati, demolendo gli ospedali pubblici, è bene che la gente lo sappia;

3.      la riforma doveva corrispondere alla contemporanea riorganizzazione dei Distretti. Così non è stato, con gli ospedali che rischiano di trasformarsi in infermerie;

4.      l’ospedale di Caltagirone perde la necessaria valenza di ospedale decentrato. Dico necessaria perché al servizio di una popolazione di 150 mila abitanti;

5.      non c’è una proposta di specializzazione degli ospedali cittadini;

6.      gli ospedali di comunità vengono ridimensionati e questo provoca l’affollamento di quelli cittadini;

7.      oggi si registra una quasi generale carenza di personale che spesso raggiunge il 40%. Non possiamo chiedere che i pochi in servizio compiano miracoli;

8.      dai dati in nostro possesso il 35% dei siciliani ha rinunciato a curarsi nella propria terra. Di questi il 40% per non attendere anche 6 mesi per fare analisi ed accertamenti di importanza vitale. Il resto ritiene che curarsi fuori sia più proficuo;

9.      l’ospedale di Bronte è uno degli ospedali montani della Sicilia e pertanto non può perdere ciò che già ha. Anzi dovrebbe essere potenziato”.               

L’Ufficio Stampa