BRONTE E MANIACE: “ QUI OGNI PIOGGIA E’ UN RISCHIO”

Passato il maltempo in tutto il bacino del Simeto si contano i danni, a cominciare dai monti Nebrodi, che riversano ad ogni pioggia un enorme quantitativo d’acqua nei torrenti. Anche per questo molti agricoltori sono preoccupati, facendo notare che alluvioni come quella dello scorso fine settimana non sono poi così eccezionali. Per questo chiedono argini più robusti e interventi strutturali a difesa dei frutteti nel vasto territorio di Bronte, ma anche più a nord fra le contrade di Maniace. Se da una parte, infatti, grazie ad un finanziamento di un milione e 100 mila euro, inizieranno presto i lavori per realizzare 400 metri di robusto argine sul torrente Martello, che insieme al Cutò e al Saracena formano il Simeto, Maniace ha bisogno di lavori come questi un po’ ovunque. “Il torrente Martello nei giorni scorsi – afferma il sindaco Salvatore Pinzone Vecchio – ha divorato addirittura una strada rurale, ha trascinato così tanti detriti sotto il ponte della provinciale che conduce a Sant’Andrea che, se dovesse verificarsi un’altra piena, si rischia l’effetto diga. Oltre a ciò ha costantemente minacciato l’abitato lasciando tutti con il fiato sospeso. La verità – continua il primo cittadino – è che 400 metri di argine non bastano per garantire sicurezza neanche tutte le abitazioni che costeggiano il Martello. Bisognerebbe mettere in sicurezza l’intero tratto e comunque tutti i torrenti che costeggiano le abitazioni. Inutile nasconderlo ogni volta che piove insistentemente a Maniace si corrono seri pericoli, come ha verificato il Genio civile, secondo cui per mettere tutto in sicurezza ci vogliono milioni e milioni di euro, e per effettuare piccoli indispensabili almeno 600 mila euro”. Il sindaco sottolinea come, nonostante su questi lavori sia già stata fatta la valutazione di impatto ambientale, la Regione ancora non ci ha comunicato le proprie intenzioni: “Spero comunque – conclude – che ci finanzino più di quanto erogato come risarcimento danni degli eventi alluvionali dello scorso novembre e dicembre, quando a fronte di più fenomeni quasi catastrofici, ha finanziato soltanto 9200 euro”. Per adesso però Pinzone Vecchio e la sua Giunta ringraziano la Regione per la sistemazione parziale del Martello: “In contrada Petrosino – afferma il sindaco assieme all’assessore Costantino Musarra ed al consigliere Francesco Sanfilippo che si sono battuti per questo finanziamento – le abitazioni sono proprio a ridosso dell’alveo del fiume e le case si trovano a pochi metri dall’acqua. Abbiamo già aggiudicato la gara e presto inizieranno i lavori”. Intanto l’Anas non ha ancora deciso se e quando riaprire al transito il viadotto sulla Ss 120 che il Simeto ha inondato, mentre i Vigili del Fuoco sono riusciti a strappare dalle acque l’escavatore lasciato in balia della piena dall’allevatore intenzionato ad oltrepassare il fiume per portare foraggio agli animali e costretto a salvarsi da una ulteriore ed improvvisa onda d’acqua. Per tirarlo fuori i Vigili del Fuoco di Maletto e del Nucleo sommozzatori di Palermo hanno dovuto lavorare oltre 6 ore, servendosi anche di un altro escavatore più grosso messo a disposizione da una ditta di Maniace. In pratica è stata scavato un passaggio per far defluire l’acqua che comunque rispetto ai giorni scorsi aveva un livello più basso. Poi sono stati portati via i rami ed i detriti che la corrente aveva addirittura incastrato fra i cingoli ed il braccio meccanico. Per finire è stato rimosso tutto il fango che ormai circondava il mezzo meccanico. Solo a quanto punto il grosso escavatore è riuscito a portare a riva il “fratellino” più piccolo.

Gaetano Guidotto fonte “La Sicilia” del 29-10-2009