BRONTE: DONATI ORGANI DI UNA DONNA DI 41 ANNI, ERA ENTRATA IN COMA PER UN ANEURISMA

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Diverse equipe chirurgiche hanno prelevato, nella sala operatoria dell’ospedale Cannizzaro di Catania, alcuni organi dal corpo di una donna di Bronte, morta per un aneurisma dopo essere entrata in coma. Si tratta della signora Gina Saccullo,  41 anni, sposata e madre di tre bimbi in tenera età, impiegata al Comune di Bronte con la mansione di guida al castello di Nelson. La donna la mattina del 2 luglio, come racconta il marito Giuseppe Carcione, ispettore forestale, mentre era sotto la doccia aveva accusato un forte mal di testa. Accompagnata all’ospedale di Bronte, i sanitari, dopo avere riscontrato da un esame Tac un aneurisma, subito avevano disposto il trasferimento della paziente all’ospedale Cannizzaro dove i medici del reparto di Neurochirurgia l’avevano sottoposto ad un intervento. Purtroppo l’intervento era servito a poco perché le condizioni della donna si erano aggravate al punto da farla entrare in coma e quindi era stata trasferita nel reparto di Rianimazione, diretto dal dott. Carmelo Denaro. In mattinata, dopo che i medici della speciale commissione sanitaria ne avevano diagnosticato la morte cerebrale, la rianimatrice, dott. Carla Giansiracusa, avendo avuto il consenso da parte dei parenti, subito aveva attivato le procedure per il prelievo degli organi. L’equipe chirurgica dell’ospedale di Chieti ha prelevato il cuore per impiantarlo ad un degente in lista di attesa di quell’ospedale, il fegato è stato inviato all’Ismett di Palermo, i reni invece sono stati trasferiti al Policlinico di Catania mentre le cornee sono state inviate alla banca degli occhi di Palermo. “Siamo contenti – dichiarano il marito Giuseppe e la sorella della donna, Francesca – che gli organi di Gina possano salvare vite umane. La nostra parente era una donna buona, altruista, sempre disponibile ad aiutare la gente ed attaccatissima alla famiglia. In vita aveva sottoscritto lo speciale modulo di adesione alla donazione degli organi, una scelta alla quale credeva molto. Noi parenti, nel rispetto di questa sua scelta, abbiamo dato subito il consenso al prelievo dei suoi organi”.

Fonte “La Sicilia” del 12-07-2008