IL TRATTO RANDAZZO – FIUMEFREDDO RESTA NEL CASSETTO DELLE INCOMPIUTE

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RANDAZZO – Chiunque in questi anni ha sperato che il tratto Randazzo Fiumefreddo della Ss 120 potesse essere ammodernato, trasformandosi in una strada più sicura, moderna e veloce, è bene che si rassegni. Il nuovo progetto, quello che doveva bypassare i centri abitati, i passaggi a livello, mitigare le curve ed eliminare gli incroci con le strade rurali, non verrà realizzato. Lo conferma l’assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, Giovanni Pistorio, che, intervistato sui 4 anni di ritardo da parte dell’Anas nel completare il progetto e sull’impegno che gli aveva chiesto il sindaco di Randazzo, Michele Mangione, ha affermato: “Gli interventi di manutenzione straordinaria sulla 120 sono finanziati sul Patto per il Sud e valgono per il tratto da Fiumefreddo a Randazzo circa 6 milioni di euro. Dovrà eseguirli l’Anas. Inoltre nell’Apq rafforzato tra Regione ed Anas sono previste altre risorse per le progettazioni e riguardano anche la parte di strada che ricade nella ex provincia di Palermo. Il progetto di cui parla il Sindaco non ha visto coinvolta la Regione, ma si è trattato di un’iniziativa dei Comuni del comprensorio, che abbiamo verificato presso Anas non ancora redatto, ma considerato eccessivo perché prevede un percorso quasi tutto in variante rispetto a quello esistente, di grande impatto finanziario, almeno 300 milioni di euro, ad oggi non rinvenibili, ma soprattutto non giustificato dalle utenze trasportistiche del territorio. Il progetto considerato razionale e coerente con le reali esigenze del territorio prevede interventi di manutenzione straordinaria e di brevi baypass dell’attuale percorso, che come le ho già anticipato stiamo già avviando con il Patto per il Sud e l’Apq”. Le parole schiette dell’Assessore fanno finalmente chiarezza, rompendo un silenzio che dura dall’ottobre del 2013. Da quando cioè l’Anas, procedendo nella progettazione calcolò che per rifare il tracciato erano necessari i 337 milioni di euro. Da quel momento, infatti, le comunicazioni ufficiali si sono stranamente interrotte. Ne giornali, ne istituzioni hanno più avuto notizie ufficiali, compreso il Comune di Randazzo, che per ottenere la progettazione della nuova strada aveva versato all’Anas la bella somma di 525 mila euro. Nessuna notizia è stata fornita neanche al deputato regionale Concetta Raia che ha presentato delle interrogazioni. “La nostra richiesta alla Regione di attivarsi perché l’Anas provvedesse all’ammodernamento del tratto di strada che collega i Comuni di Randazzo e Fiumefreddo, dopo anni di solleciti e interrogazioni, è rimasta carta bianca”. – afferma la deputata regionale del Pd – “Una strada che rappresenta un vero e proprio simbolo dell’arretratezza strutturale della nostra Isola. – aggiunge – Ci dispiace che neppure questo Governo, sollecitato di nuovo nel 2013, non sia riuscito a sbrogliare la matassa degli iter burocratici e forse senza una reale volontà politica”. Il sindaco Mangione, legge incredulo la dichiarazione dell’assessore Pistorio e poi afferma: “Se L’Anas non trasmette il progetto ci restituisca le nostre somme che le abbiamo versato per il progetto, in maniera da poterle impiegare per altro. Risolveremo il problema della sicurezza stradale nel tratto della Statale all’uscita est dell’abitato, dove insistono diversi centri commerciali e realizzeremo una elisuperficie che a questo punto, visto che costruire una strada nuova costituisce un problema, ci aiuterebbe a diminuire i tempi di percorrenza per raggiungere le strutture sanitarie”. C’è amarezza insomma, anche perché i 6 milioni di euro che si investiranno sulla Ss 120, tanti per quanto possono sembrare, visto l’esosità dei costi dei lavori stradali, sono pochissimi rispetto alle tantissime criticità della strada. Inoltre la notizia che la nuova Ss 120 non si fa più spezza le speranze di un intero territorio trattato come periferia della Sicilia, già periferia d’Europa. L’economia turistica e commerciale per crescere hanno bisogno di una mobilità nuova e moderna e l’attuale tracciato della Ss 120 non aiuta, anzi penalizza. Certo, adesso, riaffiorano alla mente le tante dichiarazioni tecnici e politici. Fra queste quella del sottosegretario di Stato alle Infrastrutture, Umberto De Caro, che ci disse di aver impugnato il telefono e parlato con il dirigente dell’Anas, Stefano Liani, pronto ad assicurargli che “il progetto era pronto”. Oggi l’assessore Pistorio ci dice, invece, che “non è ancora redatto”. Ai posteri l’ardua sentenza. Gaetano Guidotto

RANDAZZO – Il tratto della Statale 120 Randazzo – Fiumefreddo, rappresenta un vero e proprio simbolo dell’arretratezza strutturale della nostra Isola. Piena di curve, rallentamenti e pericolosi incroci con le strade rurali, la statale attraversa in appena 30 chilometri i centri abitati di Randazzo, Montelaguardia, Passopisciaro, Rovittello, Linguaglossa e Piedimonte Etneo. A sua volta, poi è attraversata da ben 5 passaggi a livello della Ferrovia Circumetnea. Viaggiare alla stessa ora e nello stesso senso di marcia con il lento trenino, vuol dire quindi trovarne ripetutamente almeno 4 chiusi, come trovarsi dietro un mezzo pesante spesso vuol dire non riuscire mai a sorpassarlo. Comunemente, in media, chi conosce bene la strada, di notte la percorre in non meno 30 minuti. Di giorno, quando i mezzi pesanti vi passano, i centri abitati si popolano ed i passaggi a livello si chiudono, i tempi si allungano. Pensate che, fra Randazzo e lo svincolo dell’A18, si possono contare più di 150 curve o cambi di direzione e tanto per non farsi mancare nulla consente pochissime volte il sorpasso. Il 16 aprile del 2016 a Randazzo l’ing. Federico Morrone dell’Anas ebbe a dire: “In effetti su questa strada un intervento è quanto mai necessario. La tortuosità del tracciato, l’attraversamento dei centri abitati, ma soprattutto il rischio di rimanere a lungo dietro i mezzi pesanti, fa si che i tempi di percorrenza si allunghino anche a quasi un’ora”. E’ la strada che collega Taormina e la costa con il Parco dell’Etna, ma come ha affermato l’assessore, Giovanni Pistorio, “il progetto considerato razionale e coerente con le reali esigenze del territorio prevede solo interventi di manutenzione straordinaria e di brevi baypass dell’attuale percorso”.  Gaetano Guidotto