ALLARME CARBONCHIO NEI BOVINI MENO PAURA A MANIACE E RANDAZZO

2016watermarked-img_4302Rientra l’allarme carbonchio ematico a Maniace e Randazzo. Lo comunica direttamente il direttore generale dell’Asp 3 di Catania, Giuseppe Giammanco, che ci informa che sono stati già vaccinati 3562 bovini e 648 ovini. «Abbiamo agito tempestivamente – ha affermato -, in sinergia con i Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e Randazzo, l’Istituto Zooprofilattico, i Carabinieri del Nas e il Corpo forestale. Con loro, in rete e ciascuno per le rispettive competenze, abbiamo condiviso procedure e percorsi Dalle mappature e dai rilievi effettuati possiamo affermare che le attività condotte hanno conseguito l’obiettivo prefissato, contenendo il fenomeno». Il cessato allarme deriva principalmente da due fattori. Il primo è che ieri sera è giunta notizia che il bovino trovato morto a Randazzo, sull’Etna, non era affetto da carbonchio. Il batteri, quindi, fortunatamente non ha valicato i confini dei Nebrodi. Il secondo è che a Maniace sono trascorsi 15 giorni dall’ultimo ritrovamento di bovino morto. E questo ci fa capire che il focolaio è spento. Fra tre giorni se non si dovessero trovare altre carcasse infette, anche Bronte tirerà un sospiro di sollievo. Sia GIammanco che il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, inoltre sentono il dovere di escludere qualsiasi rischio alimentare per la popolazione derivante dal carbonchio. “Sono stati adottati tutti i provvedimenti previsti e necessari a tutela dei cittadini e a salvaguardia degli allevamenti – continua il direttore generale dell’Asp – abbiamo rassicurato i sindaci dei quattro Comuni dell’area che la popolazione non corre alcun rischio”. “Che si faccio informazione corretta – aggiunge Calanna – in questi giorni ho letto di tutto. C’é stato chi ha avuto la capacità di scrivere che il latte era infetto, quando sappiamo tutti una mucca contagiata dal carbonchio non produce più latte. I prodotti agricoli non sono a rischio come non lo sono i prodotti caseari. Formaggi e provole sono buoni e genuini, come genuini sono cavolfiori ed ortaggi in genere. Ricordo che il pericolo per l’uomo puà provenire soltanto se si tocca la carcassa di un animale morto per carbonchio. Le aziende casearie, come quelle agricole, sono lontane dai pascoli”. Fonte “La Sicilia” del 19-10-2016